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I dolci della tradizione toscana
Dove la semplicità è il migliore degli ingredienti

I dolci della tradizione toscana

Dove la semplicità è il migliore degli ingredienti

pubblicato il12/01/2018 17:37:16 sezioneNews

Quando si ricordano le eccellenze alimentari toscane, si citano oli fruttati e vini pregiati, che hanno decretato, negli anni, il grande successo del turismo enogastronomico in questa meravigliosa e impareggiabile ragione.
Un aspetto forse meno noto a chi non è della zona, e proprio per questo tutto da riscoprire, è che il patrimonio gastronomico toscano include anche una vasta schiera di dolci che rappresentano delle autentiche leccornie. Chi volesse cercare nella cucina toscana dolci elaborati, di lunga e impegnativa esecuzione, resterebbe deluso. I dolci tipici toscani sono piccoli capolavori di semplicità, e ognuno ha la sua storia. Scopriamoli insieme:

1. Il Panforte. Originario di Siena, ma noto in tutta Italia, questo dolce è conosciuto fin dall’alto Medioevo. Secondo la tradizione il primo panforte è stato preparato da una suora di nome Berta, che elaborò una sorta di focaccia speziata, impastando miele, farina e frutta candita, con mandorle e spezie varie quali zenzero, cannella e noce moscata. L’aggiunta di pepe, melone candito e cacao in polvere lo fa diventare panpepato. La leggenda narra che un povero bambino portò a Gesù i suoi miseri doni – un po’ di pane e qualche mandorla – che benedetti da San Giuseppe diventarono un delizioso panforte. La versione odierna, ribattezzata anche Panforte Margherita in onore della regina Margherita di Savoia che visitò Siena nel 1879, ha mantenuto pressoché inalterata la ricetta di suor Berta. Sono dolci profumatissimi e vanno a ruba nel periodo natalizio.

2. Il Castagnaccio. Il suo ingrediente principale è la farina di castagne; l’impasto viene poi arricchito da noci e pinoli, uvetta e rosmarino.
La tradizione storica del Castagnaccio affonda direttamente nel Rinascimento Toscano quando, complice la larga diffusione di castagne nelle campagne, era considerato una pietanza dei poveri. Oggi rappresenta invece un dolce pregiato e ricercato. La sua preparazione è elementare: il composto ottenuto amalgamando tra loro i diversi ingredienti alla farina di castagne va versato in una teglia, e infornato a temperatura media per 40 minuti circa.

3. La schiacciata fiorentina. E’ un dolce del periodo di carnevale. Cotto al forno, deve presentarsi particolarmente soffice e non superare in 3 cm in altezza. Una volta sfornato, viene cosparso di zucchero a velo. Può rappresentare la degna chiusura di pranzo o cena, ma anche andare ad arricchire la colazione o il tè del pomeriggio.

4. Lo zuccotto. Conosciuto anche come zuccotto fiorentino,questo dolce è ormai un classico della pasticceria italiana. Nasce anticamente come semifreddo, da un’intuizione del geniale architetto e scultore fiorentino Bernardo Buontalenti, noto anche per essere l’inventore del gelato. Partendo dall’idea che ghiaccio e neve fossero elementi perfetti per ghiacciare le creme dolci, la tradizione vuole che il Buontalenti realizzò il primo zuccotto all’interno di un elmo.
Preparato con ingredienti semplici - pan di Spagna, ricotta, panna e cacao - lo zuccotto può essere servito sia come dolce al cucchiaio che come semifreddo, conservandolo nel congelatore.

5. I cantucci. Altro esempio di oculata essenzialità sono questi biscotti preparati con farina, uova, zucchero e mandorle tostate. Il loro accostamento col Vinsanto è ritenuto, a ragione, uno dei modi migliori per concludere un pasto.

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